Nel corso degli Stati Generali della formazione ITS nelle Life Sciences è intervenuta anche Antonella Zuccaro, ricercatrice INDIRE. Il suo contributo si è focalizzato sui dati degli ITS che formano personale specializzato nel campo delle life sciences.
L’occupazione. A livello nazionale, i percorsi ITS registrano un tasso medio di occupazione dell’84% a un anno dal diploma. Un dato già significativo, ma che nel settore delle Life Sciences si alza ulteriormente, rafforzato dalla qualità dell’inserimento lavorativo. Secondo i dati condivisi, oltre il 93% degli studenti ITS attivi nel comparto sanitario e farmaceutico ha ottenuto un impiego coerente con il percorso di studi svolto. Questo significa che le competenze acquisite in aula e nei laboratori sono effettivamente quelle richieste dal mercato.
Le performance. In parallelo, il sistema ITS si sta espandendo in modo controllato ma costante. Crescono il numero dei corsi attivati, le sedi formative, le collaborazioni con aziende e centri di ricerca. Il modello si conferma solido, attrattivo, e sempre più riconosciuto anche a livello europeo come best practice nella formazione tecnica post-diploma.
La dispersione scolastica. Particolarmente significativo è anche il dato relativo alla dispersione scolastica: negli ITS è tra i più bassi dell’intero sistema educativo italiano. La struttura modulare, l’alternanza concreta con il mondo del lavoro e la forte componente esperienziale contribuiscono a mantenere alta la motivazione degli studenti e a favorire la conclusione del percorso.
Come ha sottolineato la Dott.ssa Zuccaro, “L’ITS non è solo un’alternativa. È la risposta efficace a una domanda precisa: come preparare giovani competenti, motivati e pronti a entrare, e restare, nel mondo del lavoro.”