Promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, la “Its 4.0 Challenge 2025: progetti che orientano il futuro della filiera”, ha coinvolto 34 fondazioni Its Academy e, per il primo anno, altrettanti istituti superiori in filiera formativa tecnologico-professionale “4+2” di tutta Italia, 34 imprese e circa 500 studenti. Tra questi, c’è anche il corso Greenlab24 della Fondazione VITA – ITS per le Nuove Tecnologie della Vita, che ha lavorato in collaborazione con l’Istituto Manetti-Porciatti di Grosseto. Il progetto sviluppato dal gruppo si è aggiudicato il primo posto nella categoria “Sistema Agroalimentare”.
Ne parliamo con Anna Oliva, project coordinator della Fondazione VITA – ITS, che ha seguito gli studenti lungo tutto il percorso.
Dottoressa Oliva, in cosa consisteva la challenge proposta dal Ministero e da Ca’ Foscari?
La challenge chiedeva agli studenti di affrontare una sfida aziendale rilevante nel settore scienze della vita utilizzando la metodologia del design thinking e le tecnologie 4.0. L’obiettivo non era solo arrivare a una soluzione tecnica, ma costruire un progetto completo, partendo dall’analisi del problema fino alla definizione di una proposta applicabile in un contesto reale.
Qual è stata la sfida scelta dagli studenti del corso Greenlab24?
Il gruppo ha deciso di lavorare sul tema della sicurezza alimentare legata alla celiachia, partendo dai dati sulla diffusione della patologia e dall’analisi delle difficoltà quotidiane che le persone celiache incontrano nel settore della ristorazione. Da qui è nata l’idea di sviluppare una soluzione che unisse tecnologia, affidabilità del dato e semplicità di utilizzo.
Può descriverci il progetto sviluppato dagli studenti?
Partendo dal dispositivo di analisi rapida in grado di rilevare la presenza di glutine nei piatti prima della loro somministrazione, sviluppato dall’azienda partner Glutensens, gli studenti hanno ideato e sviluppato l’applicazione Glutenguard, concepita come componente digitale complementare al dispositivo fisico.
Glutenguard è un sistema gestionale interattivo, supportato dall’intelligenza artificiale, che consente di integrare i dati di rilevazione all’interno dei sistemi di gestione della cucina. L’applicazione permette di centralizzare le informazioni, monitorare i controlli effettuati e supportare in modo strutturato i processi operativi, contribuendo a migliorare la sicurezza alimentare e la tracciabilità nella preparazione dei pasti.
Che ruolo ha avuto il design thinking nello sviluppo del progetto?
È stato centrale. Gli studenti hanno lavorato sull’osservazione dei bisogni reali di ristoratori e clienti, sulla definizione del problema e sulla progettazione di una soluzione che non introducesse complessità aggiuntive nei flussi di lavoro esistenti. Il design thinking ha permesso loro di tenere insieme tecnologia, usabilità e sostenibilità dei processi.
Come si è inserita la collaborazione con l’Istituto Manetti-Porciatti di Grosseto?
La collaborazione ha favorito uno scambio continuo di competenze e punti di vista. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con un contesto scolastico diverso, lavorando in team allargati e sperimentando una modalità di progettazione condivisa, molto simile a quella che incontreranno nel mondo del lavoro.
Che valore ha questo risultato per la Fondazione VITA – ITS?
La vittoria conferma l’efficacia del modello formativo ITS, basato su didattica laboratoriale, lavoro per progetti e legame con le tecnologie emergenti. È un riconoscimento del percorso degli studenti e della capacità degli ITS Academy di tradurre competenze tecniche in soluzioni ready-to-use.
Cosa si portano a casa gli studenti da questa esperienza?
Consapevolezza del metodo, capacità di lavorare su problemi complessi e l’esperienza di aver sviluppato un progetto con un potenziale impatto reale. Al di là del risultato, è questo l’aspetto più importante del percorso.