Maggio 29, 2025

I percorsi dell’ITS VITA: la testimonianza delle aziende e di Fondazione SAIHub

Dal palco degli Stati Generali della formazione ITS nelle Life Sciences sono arrivate le testimonianze da parte delle aziende attive nei settori farmaceutico, biomedicale, e medical device, e della Fondazione SAIHub. Un confronto diretto e utile per comprendere quali siano oggi le competenze più richieste e i cambiamenti che stanno ridefinendo il mondo del lavoro nelle scienze della vita.

Giulia Gonnella di Kedrion Biopharma ha ribadito il valore della collaborazione con la Fondazione Vita, sottolineando come l’azienda abbia già inserito diversi studenti ITS nei propri stabilimenti attraverso stage che poi si sono trasformati in contratti a tempo indeterminato. L’espansione di Kedrion nei siti di Bolognana e Castelvecchio Pascoli richiederà nuove figure tecniche qualificate in produzione, manutenzione e controllo qualità. Tra i requisiti chiave: conoscenza delle GMP e capacità di operare in ambienti altamente regolamentati.

Carlo Locatelli di Marchesini Group – divisione Corima ha portato il punto di vista di un’azienda meccanica che costruisce linee e impianti per il settore farmaceutico. Marchesini ha scelto di aderire fin dall’inizio alla Fondazione Vita per portare il proprio contributo tecnico. L’interazione con gli studenti tramite visite aziendali e docenze ha permesso di colmare il gap tra meccanica e normativa farmaceutica, creando un valore concreto riconosciuto anche dai clienti del gruppo.

Danilo Giampietro, HR Director per Menarini, ha evidenziato il valore del modello ITS, capace di coniugare contenuti tecnici e apertura mentale. Ha sottolineato la necessità di formare figure professionali flessibili, abituate all’apprendimento continuo e pronte a inserirsi in contesti complessi, digitali e regolamentati. La capacità di adattarsi ai cambiamenti e comprendere il contesto aziendale sarà, secondo Giampietro, ciò che farà davvero la differenza in un percorso professionale.

Stefano Frosini di DEKA – El.En. Group, attivo nei medical device, ha richiamato l’attenzione sull’impatto dell’intelligenza artificiale e della regolamentazione MDR, che stanno rivoluzionando il settore. Frosini ha ricordato l’importanza di formare profili trasversali, in grado di affrontare innovazioni complesse con una mentalità “green”, consapevole e multidisciplinare.

Simone Villani, CEO di Akkodis Italia, ha condiviso un bilancio di oltre 60 inserimenti ITS a tempo indeterminato negli ultimi anni, definendo il percorso “veloce, efficace e allineato ai fabbisogni reali del mercato”. Villani ha esortato i ragazzi a pensare in modo critico e ad affrontare la propria carriera partendo dalla domanda fondamentale: “Perché lo faccio?”.

Carlo Mazza di PQE Group ha rimarcato il bisogno crescente di competenze nell’automazione, nella cybersecurity e nei processi regolatori. Ha evidenziato l’importanza dell’apertura mentale, della capacità di imparare anche da contesti esterni al settore, e della consapevolezza che le scienze della vita rappresentano, prima di tutto, un lavoro di cura verso le persone.

Jacopo Montigiani, fondatore di JSB Solutions, ha affrontato il tema dell’etica e della relazione come elementi chiave per il futuro del lavoro. In un mondo sempre più digitalizzato e automatizzato, ha invitato i giovani a coltivare non solo competenze tecniche, ma anche una coscienza etica sul proprio agire professionale e la capacità di costruire relazioni solide.

Alessandro Butini di Althea Italia S.p.A., infine, ha portato il punto di vista di un esperto del regolatorio. Ha parlato del momento di transizione normativa che il settore sta vivendo, in particolare nel mondo dei dispositivi medici, e ha sottolineato come la formazione ITS sia fondamentale per preparare professionisti in grado di affrontare scenari sempre più interdisciplinari.

Valter Fraccaro, Presidente Fondazione SAIHUB ETS Siena Artificial Intelligence Hub, ha sottolineato infine l’importanza di lavorare sull’identità del sistema ITS, non solo come modello efficiente, ma come strumento di coesione nazionale. Ha evidenziato la necessità di rafforzare il dialogo con le istituzioni, il territorio e il mondo del lavoro, affinché ogni percorso sia costruito in modo partecipato e coerente. La dimensione locale, secondo Fraccaro, non è un limite, ma una forza: permette di leggere i bisogni reali delle imprese e di dare risposte immediate, concrete e misurabili.

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