Uno degli aspetti più rilevanti emersi dagli Stati Generali della formazione ITS nelle Life Sciences è stato il lavoro di ascolto e analisi condotto dalla Fondazione Vita sul territorio toscano, illustrato dal Direttore Stefano Chiellini, che ha spiegato come il mondo del lavoro abbia bisogno di profili altamente specializzati, e l’ITS abbia il dovere, e la capacità, di formarli in maniera adeguata.
La survey: i primi passi. La rilevazione dei fabbisogni ha coinvolto oltre 170 aziende del comparto life sciences, con una forte risposta da realtà operative nei settori della farmaceutica, biomedicale, diagnostico e chimico-ambientale. L’indagine ha confermato una richiesta crescente di competenze tecniche avanzate, ma anche una distribuzione territoriale non uniforme: Firenze, Siena, Pisa, Lucca e Grosseto si confermano le aree con maggiore densità industriale e domanda formativa.
La domanda formativa. Le figure più richieste spaziano dalla qualità farmaceutica (area che raccoglie il 21% delle esigenze rilevate), alla manutenzione e progettazione di dispositivi biomedicali (17%), fino ai profili legati alla green chemistry e alla meccatronica di impianto. Non manca un’attenzione crescente verso la gestione del dato clinico e l’informatica applicata ai dispositivi, in linea con le evoluzioni della sanità digitale.
La risposta dell’ITS VITA. I risultati della survey hanno già prodotto effetti tangibili: i nuovi percorsi formativi presentati alla Regione Toscana per il prossimo anno si basano proprio su queste evidenze. Le progettazioni previste a Siena, Firenze, Pisa-Lucca e Grosseto rispecchiano il fabbisogno locale, assicurando una formazione mirata, radicata nel territorio e immediatamente spendibile nel mercato del lavoro.
I laboratori. Inoltre, grazie alla collaborazione con distretti industriali e università, i corsi saranno arricchiti da laboratori all’avanguardia (molti dei quali finanziati tramite PNRR) e costruiti attraverso una co-progettazione continua con le imprese. Un approccio che va oltre la formazione tradizionale e punta a costruire profili professionali in linea con le sfide produttive, normative e tecnologiche del settore. L’ITS, dunque, non propone un’offerta didattica standard, ma un modello flessibile, in costante dialogo con le aziende, capace di adattarsi al cambiamento e di anticiparlo.