Durante gli Stati Generali della formazione ITS nelle Life Sciences, l’intervento di Francesco Mazzini, cluster manager del Distretto Toscano Scienze della Vita, ha fatto emergere con chiarezza una fotografia completa e aggiornata del comparto life sciences in Toscana. Non si tratta di un settore tra gli altri, ma di un vero e proprio asset produttivo e innovativo attorno a cui ruotano industria, ricerca e sviluppo territoriale. Come ha sottolineato lo stesso Mazzini: “In Toscana, le scienze della vita non sono un settore, ma una forza economica strutturale.”
Le scienze della vita in Toscana si articolano principalmente in quattro grandi aree: farmaceutica, dispositivi medici, salute digitale e nutraceutica. In ciascuna di queste, la presenza di aziende di rilievo nazionale e internazionale consolida il posizionamento della Toscana come uno dei poli principali a livello italiano.
Il settore pharma. Nel settore farmaceutico spiccano gruppi come Menarini, Lilly e GSK, con stabilimenti attivi a Firenze, Siena e Pisa. Queste realtà non solo producono, ma investono costantemente in ricerca, sviluppo tecnologico e internazionalizzazione. Il comparto, da solo, rappresenta una parte significativa della manifattura toscana in termini di export e occupazione.
Il settore dei dispositivi medici. Parallelamente, il segmento dei dispositivi medici continua a espandersi, seppur con una struttura più frammentata. Aziende come Esaote, Biomet, Menarini Diagnostics e molte altre operano in ambiti che spaziano dalla diagnostica strumentale alla robotica applicata alla riabilitazione, fino alla progettazione di soluzioni AI-driven per la gestione clinica.
Il settore della digital health. Non meno rilevante è il comparto digital health, in forte accelerazione grazie alla diffusione di tecnologie digitali in ambito sanitario. In Toscana operano player, come Dedalus, che sviluppano sistemi informativi per ospedali e strutture sanitarie, gestendo fascicoli elettronici, analisi dati, sicurezza e interoperabilità dei sistemi clinici.
Il settore nutraceutico. Infine, il settore nutraceutico mostra un crescente dinamismo, con realtà come Aboca e PharmaNutra che hanno saputo coniugare know-how scientifico, sostenibilità e sviluppo di prodotti orientati alla prevenzione e al benessere.
L’importanza della collaborazione. L’integrazione tra ricerca universitaria, sistema sanitario e imprese risulta un elemento distintivo del modello toscano, capace di garantire un’alta densità di innovazione applicata. L’adozione di soluzioni basate su intelligenza artificiale, stampa 3D, sensoristica avanzata e automazione robotica è già una realtà operativa in molti ambiti industriali.
In sintesi, il settore delle life science in Toscana non è solo un ambito formativo o occupazionale, ma un ecosistema ad alta intensità tecnologica, strategico per la competitività e la crescita sostenibile del territorio.